Quando rifare l’impianto idraulico

Dopo anni che si vive nella stessa casa ci si domanda se sia il caso o meno di rifare l’impianto idraulico, ma non sempre è così semplice, infatti sono diversi i motivi e le problematiche relative ai lavori da fare, vediamoli insieme.

Cos’è l’impianto idraulico

Un impianto idraulico è costituito da tutti quegli elementi che smaltiscono e forniscono acqua all’appartamento, quindi parliamo della cucina, del bagno e degli elettrodomestici come lavatrice e lavastoviglie, perfino i caloriferi, di conseguenza potete rendervi conto del lavoro che vi è dietro. Per prima cosa bisogna capire esattamente per quale parte dell’impianto dobbiamo fare riferimento, in modo da determinare gli elementi che necessitano.

Avere una conoscenza almeno approssimativa è molto utile, partiamo dalle basi, quindi dal contatore, situato a secondo della casa, se è vecchia o meno, all’interno o all’esterno di essa, dal contatore parte il tubo che porta l’acqua in casa e da esso si può interrompere il flusso, in modo da iniziare a lavorare.

Dal rubinetto l’impianto si divide, una parte va nei terminali e l’altra alla caldaia, ora bisogna capire che tipo d’impianto si ha, se a collettore o derivazione, vi chiederete cosa cambia, ebbene il primo è presente molto più frequentemente e separa l’acqua calda da quella fredda portandola nei vari elementi, nel caso del wc arriverà solo acqua fredda mentre nel lavandino, bidet e doccia, arriveranno entrambe.

Mentre nella seconda opzione i tubi sono posti paralleli sotto la pavimentazione formando un circuito con deviazioni a secondo dell’elemento a cui serve. I tubi maggiormente usati vanno da un pollice a due pollici e li possiamo trovare in rame, acciaio zincato, PVC e multistrato, questi ultimi i più adoperati ormai.

Perché va rifatto l’impianto?

Ora che abbiamo capito a grandi linee com’è strutturato un impianto passiamo a capire in quali casi va rifatto l’impianto, di solito si pensa immediatamente al bagno, ma non è detto, perché il sistema idraulico si compone anche della cucina o addirittura della lavanderia, di conseguenza quali sono i segnali che ci portano a tale scelta.

Non siamo professionisti e nemmeno super eroi con la vista a raggi x, ma alcune avvisaglie le possiamo capire anche noi poveri mortali. Partiamo con l’età, ebbene dopo vari anni i tubi come le guarnizioni o addirittura la caldaia perdono di potenza, possono deteriorarsi causando perdite d’acqua, con possibili danni anche ad altre abitazioni, purtroppo non è possibile aggiustare una singola perdita, essendo la causa l’avanzare dell’età sarebbe una soluzione solo temporanea.

Se notate che l’acqua non è limpida ma sporca, significa che le tubature, magari in materiali ormai ortodossi rilasciano materiale nocivo alla nostra salute, altra causa l’eccessivo calcare che può danneggiare i tubi o causare il blocco della caldaia.

Da soli o con professionisti?

Un consiglio è di rivolgersi sempre a dei professionisti: loro provvederanno alla rimozione, rifacimento, smaltimento e burocrazia, ma se volete provvedere voi al rifacimento, oltre a scegliere materiale di ottima fattura, vi ricordo che ci sono pratiche edilizie da compilare, certificazioni che richiedono comunque l’intervento di professionisti, idoneità da richiedere e la comunicazione al Comune di residenza dei cambiamenti apportati, visto che stiamo parlando d’interventi igienico sanitari.

Il tasto dolente in questo caso sono i costi che ci sono, variano dall’ampiezza della stanza e dai lavori che volete fare, se eseguiti da voi o da persone del mestiere, ma comunque con la dichiarazione del 730, potrete detrarre il cinquanta per cento del costo, recuperandolo in rate.