TerraMiamo. La Lettera di Maria Rita d’Orsogna

La lettera che Maria Rita D’Orsogna (link) ha scritto per noi, del Comitato DNT, e che abbiamo letto alla festa di TerrAmiamo. 

Ci ha emozionato, sostenuto, rincuorato. (Dora, Comitato DNT)

 Buon pomeriggio a tutti,

Doveva essere un giorno di festa per noi tutti, vicini e lontani, in questo inizio di estate 2017, fra lo splendore delle colline di Novara, l’estate che inizia a colorare i nostri campi, e l’orgoglio dei 297 golia contro la prepotente ENI. 

E invece come un acquazzone improvviso e’ arrivata l’approvazione del Ministero dell’Ambiente per trivellare il pozzo esplorativo a Carpignano. 

Io non sono delle vostre parti, ma ho dei bellissimi ricordi dei giorni spesi fra voi – ormai cinque anni fa, ma che potrebbe essere ieri – per la bellezza dei vostri luoghi e per l’affetto verso di me.

E’ bella la vostra storia di resistenza. Un paesino di 2500 persone che riesce a resistere per cinque anni a poteri cosi piu’ grandi di tutti noi. E’ bella la voglia di voler preservare l’ambiente attorno a noi, quello che che di buono ci hanno lasciato le generazioni passate. E’ bello l’esempio che date ai piu’ giovani: e’ importante lottare, informarsi, rompere le scatole, anche quando tutto sembra in salita.  

Se siamo arrivati fin qui, e’ stato solo grazie all’impegno di voi tutti, dal basso. Non c’e’ veramente niente di piu nobile nel nostro vivere civile: partecipare, volere, esigere, che il bene comune venga rispettato. Sta qui il sale della democrazia.

Occorre continuare cosi, giorno dopo giorno. 

A ripensarci bene, sono sicura che in questi cinque anni di attivismo molti sono stati i momenti di sconforto, i colpi di scena, le delusioni e anche le sorprese postive. E come in tutti gli angoli d’Italia in cui vengono combattute queste eroiche petrol-battaglie, siete sempre andati avanti.

Queste orribili firme di Gianluca Galletti e di Dario Franceschini, stolti ministri di ambiente e beni culturali che di ambiente e cultura non amano niente, devono catalizzarci ancora di piu’ a voler salvare Carpignano. Occorre continuare a ricordare a tutti che non vogliamo trasformarci in un campo di petrolio, occorre continuare a svergognare petrolieri e politici, a mostrare quanta ipocrisia ci sia nelle loro parole e nel loro operato.

A che serve sbandierare le firme sull’accordo di Parigi, quando firmiamo per l’estrazione di petrolio nelle nostre comunita’? A che serve parlare di democrazia, quando si va contro la volonta’ di un intero paese che democraticamente si e’ espresso?

L’ho letto il decreto ministeriale. Fa ridere. Dicono che il pozzo sara’ dipinto di “grigio chiaro” (si, lo specificano proprio il “chiaro”!) in modo da non dare troppo all’occhio.  Il recinto sara’ marrone (non si sa se debba essere marrone chiaro o scuro), pianteranno degli alberi per camuffare il pozzo, e chiameranno botanici e archeologi apposta per il pozzo di Carpignano.

Ma dov’e’ la voce di Carpignano in tutto cio’?  Perche’ gli interessi dell’ENI devono venire prima di quelli di chi a Carpignano ci vive? 

Ormai non ci crede piu’ nessuno alle loro storielle sulla compatibilita’ fra petrolio, agricoltura e vivere civile.  E il cancello marrone o viola, non cambia niente. Il pozzo esplorativo che vogliono farci passare come innuocuo, e’ solo l’anticamera di quel che viene dopo: il pozzo permanente, l’oledotto, i trattamenti, i rifiuti, e trent’anni di inquinamento, come insegna la martoriata Basilicata.  

Nessuno puo’ volere questo per la sua terra, o per le terre di altri.  Sarebbe perverso. Puo’ volerlo solo chi ha interessi economici o politici sotto, e che magari vive a San Donato Milanese.

E’ adesso che occorre fermarli, perche’ una volta che arrivano non se ne vanno piu. 

Ci saranno oggi un sacco di ospiti, magari politici, e spero anche tante persone non di Carpignano. Spero che ci sia generosita’ di azione da parte di tutti. Che si torni a casa non solo con la serenita’ della scampagnata fuori citta’, quanto anche la responsabilita’ del dover fare nel concreto, a partire da domani.  L’Italia e’ di tutti e tutti abbiamo qualcosa da offrire in questa battaglia non importa quale sia la nostra storia personale.

Ma chi piu’ peso ha, piu’ ha da impegnarsi. 

La classe politica in primis, ha da impuntarsi di piu’, con passione e determinazione vere. Non basta che la regione Piemonte o la provincia di Novara scrivano il loro parere negativo. La regione Piemonte e la provincia di Novara devono farsi valere a Roma, devono gridare allo scandalo sulla stampa, sulla TV nazionale.  Devono far sentire a Carpignano che non e’ sola e devono esigere dal governo centrale l’unica conclusione di buonsenso possibile: no al pozzo di Carpignano. Non ci serve nessun cancello di quale colore che sia.

Anche in Abruzzo volevano trivellare, e raffinare, e trasformarci in un distretto minerario. Non e’ ancora successo finora e l’ENI e’ stata cacciata via – grazie alla gente normale, proprio come a Carpignano. Occorre solo continuare con la certezza che stiamo facendo la cosa giusta.

Non e’ vero che i potenti vicono sempre. Non e’ vero che “hanno gia’ deciso” o che “non possiamo farci niente”. Non e’ vero che “come facciamo senza il petrolio”. Se ci impegnamo, se non ci stanchiamo, se continuiamo a rompere le scatole, tanti e piu’ testardi di loro, vinciamo noi.

La res publica e’ di noi tutti, non dell’ENI.

MR